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ILLACHIME QUARTET

L'Illàchime
Quartet è un progetto strumentale attivo dal 2002 che unisce elettronica e
strumenti acustici partendo dall'uso di suoni e rumori colti dall'ambiente
circostante e di frammenti sparsi di memoria acustica, su cui intervengono i
musicisti con linee grezze e scabre, spesso improvvisate. Obiettivo finale:
coinvolgere e sedurre l'ascoltatore per mezzo di un'esperienza sonora non
convenzionale e fortemente cinematica. in "I'm normal my heartstill works"
partecipano numerosi musicisti, alcuni dei quali di caratura internazionale
quali : Mark Stewart (voce storica del Pop group e dei Maffia), Graham Lewis
(basso e voce dei Wire), Rhys Chatham (esponente dell'avanguardia newyorchese
più contaminata) e Salvatore Bonafede (uno dei più apprezzati jazzisti italiani)
| TITOLO |
SUPPORTO |
PREZZO |
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I'm normal my heartstill works |
CD |
12,00 |
Ascolta
i seguenti brani degli Illachime Quartet
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Discentro |
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Terminali |
EX/P

L'avanguardia
musicale che propongono, composta da frammenti di jazz, psichedelia e
progressive deviato rappresenta quanto di più utile possa derivare da un ascolto
"difficile". Le sonorità riproducono suite strumentali in voga alcuni lustri fa
- e che oggi riprendono i Mars Volta soprattutto. Non solo tecnica ma anche
originalità quindi, e attitudine sperimentale figlia di Pink Floyd e Soft
Machine, oltre che della onnivora follia di Frank Zappa. Le aperture post-rock
di stampo cinematografico, inoltre, creano un ulteriore livello di ascolto,
esorcizzando la noia che, per l'ascoltatore meno allenato, è sempre dietro
l'angolo in questi casi (Rockit)
| TITOLO |
SUPPORTO |
PREZZO |
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Carpaccio esistenziale |
CD |
12,00 |
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Ancora Saigon |
CD |
12,00 |
Ascolta
i seguenti brani degli EX/P
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5 Terre (da "Carpaccio
esistenziale") |
 |
Punto interrogativo (da
"Ancora Saigon") |
TANAKE

I punti di
partenza dei Tanake sono ben chiari e definiti, sia a parole (nelle loro stesse
dichiarazioni d’intenti) che nei fatti (cioè nel sound risultante): King Crimson,
June Of ’44, Storm & Stress, Albert Ayler, Don Caballero, Soft Machine, Voivod,
Zu (e la lista potrebbe continuare ancora un bel po’). In sintesi, lo stile del
trio si muove su quattro direttrici principali, intersecandole in maniera
suggestivamente dialettica: il free jazz storico, che costituisce il fondamento
filosofico dell’improvvisazione libera; l’anima più “progressiva” del jazz-rock
britannico; il post-rock avanguardista degli anni ’90 e, infine, il jazz core
impastato con i suoni duri del metal, il cui riferimento più diretto ci sembrano
i romani Zu. E proprio la band di Ostia si presta ad un paragone più diretto con
i Nostri, se non altro nella scelta di soluzioni sonore aggressive, ritmi
sghembi e ironia da vendere. Ma se il trio ostiense si muove dentro forme
(volutamente) più squadrate, in modo da renderle malleabili, Tanake gioca con
l’assenza di forma (che di tanto in tanto si prova a ricomporre) gettando in
questo calderone totalmente free i suoni più disparati (macchine da scrivere in
azione, feedback, onde radio), che vanno ad affiancare i tre strumenti
principali (la tela del quadro) e cioè chitarra, basso e batteria. Di non
secondaria importanza il trombone, a cui è affidato il ruolo di “jolly” e la
possibilità di intrufolarsi a piacere tra le texture, richiamando
immancabilmente la metafora elefantesco-circense-bandistica.
| TITOLO |
SUPPORTO |
PREZZO |
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S/t |
CD |
12,00 |
Ascolta
i seguenti brani dei
Tanake
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No thing's possible |
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La contessa abbandona le gare |
I/O POLYTONE

La definizione
che gli I/O hanno scelto per descrivere la loro musica calza a pennello:
"Improvvisazione ritmica minimalista". Verrebbe voglia di non aggiungere
null'altro se non fosse chiaro che, nella sua pregnanza, queste tre parole non
riescono a racchiudere l'urgenza espressiva e la radicalità obliqua di questa
proposta sonora. Otto tracce piene di elettricità e ferro sfregato, un andamento
claudicante ma determinato, un rapido succedersi di immagini e disturbi. Questo
(e molto di più) è il mondo degli I/O, fatto di brani registrato rigorosamente
in presa diretta, intermittenze insistenti e voci graffiate. Valorosi epigoni
dei Sinistri e di tanta sperimentazione americana, questi quattro ragazzi
meritano un'attenzione particolare soprattutto dagli addetti ai lavori (Rockerilla)
| TITOLO |
SUPPORTO |
PREZZO |
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S/t |
CD |
12,00 |
Ascolta
i seguenti brani dei I/O Polytone
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track 1 |
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track 2 |
CABOTO

Il sestetto
con base bolognese ha già alle spalle una corposa carriera, sui palchi e in sala
d’incisione, oltre ad aver avviato una interessante documentazione in tempo
reale via internet sul processo di improvvisazione. Scaglie e frattali della
migliore tradizione avant jazz e art rock si ricompongono qui in affresco
unitario: approdando dalle parti dei Tortoise più carichi, si potrebbe dire. Ma
altri ricordi mettono in conto la fascinosa claustrofobia sonica alla Van Der
Graaf Generator, le “fratture” frippiane, il passo ritmico complesso dei
gloriosi gruppi canterburiani. Assieme a Calomito, Anatrofobia,e Gatto Ciliegia,
un’altra delle perle del rock colto della penisola (Manifesto)
| TITOLO |
SUPPORTO |
PREZZO |
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Hidden or just gone |
CD |
12,00 |
Ascolta
i seguenti brani dei Caboto
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Disarchitecture |
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Hassan I sabban |
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